Scuola di Alta Formazione in Storia e Filologia del Manoscritto e del Libro Antico

La Federico II di Napoli in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha istituito una Scuola di Alta Formazione biennale post-laurea in “Storia e Filologia del Manoscritto e del Libro Antico”.
Intitolata a un Maestro come Alberto Varvaro, che per oltre quaranta anni ha esercitato il suo magistero presso l’Ateneo fridericiano, la Scuola, diretta dal prof. Andrea Mazzucchi, nasce dalla consapevolezza che materia e testo del codice e del libro a stampa sono aspetti complementari e dinamici di una stessa realtà da indagare nel loro rapporto reciproco e da consegnare a una valutazione unitaria.
Essa intende pertanto costituirsi come luogo privilegiato per la formazione di esperti nelle discipline filologiche, paleografiche e codicologiche, avvalendosi dello studio diretto delle fonti manoscritte e a stampa (letterarie, filosofiche, teologiche, e musicali) conservate a Napoli e, più in generale, nelle biblioteche campane. L’obiettivo è anche di fornire competenze tecniche e professionali nell’ambito delle digital humanities con particolare riguardo alla filologia digitale (edizioni critiche digitali) e alla conservazione e diffusione del patrimonio librario antico (dall’elaborazione di database per la catalogazione, alla scansione, digitalizzazione, marcatura di immagini, restauro virtuale del patrimonio librario).
La Scuola però non nasce solo come luogo di alta formazione, ma mira anche a produrre conoscenza e a restituire alla collettività nuove acquisizioni scientifiche. Il primo banco di prova della sua attività sarà infatti la Biblioteca Oratoriana dei Girolamini di Napoli, divenuta tristemente nota per le criminose razzie cui in anni recenti è stata sottoposta e che ne hanno determinato il sequestro giudiziario e la conseguente chiusura agli studiosi e al pubblico dei lettori.
La Biblioteca dei Girolamini, al cui costituirsi aveva offerto un contributo decisivo Giambattista Vico, raccoglie un patrimonio librario di circa 180.000 unità, tra cui oltre 500 manoscritti, 120 incunaboli, 5.000 edizioni del Cinquecento, numerose pergamene e carte sciolte; un Archivio Musicale dove si conservano stampati e manoscritti musicali di inestimabile rilevanza. Tale straordinario patrimonio merita di essere valorizzato per mezzo di attività mirate. La Biblioteca, pertanto, sarà la prima a beneficiare dei saperi e delle competenze che la Scuola intende promuovere.
Gli allievi della scuola, infatti, in collaborazione con i docenti del comitato scientifico, con altri tutor e supervisori e con il personale bibliotecario saranno impegnati nella
realizzazione di un nuovo catalogo dei manoscritti presenti ai Girolamini che aggiorni, integri e sostituisca il benemerito, ma ormai datato catalogo di Enrico Mandarini, risalente a oltre un secolo fa;
digitalizzazione del materiale librario più pregiato, grazie anche alla possibile disponibilità di potenti strumenti tecnologicamente avanzati, che potrebbero essere collocati presso la sede della Biblioteca.
Le attività della Scuola dunque potranno contribuire non solo alla riapertura della struttura, ma anche alla sua valorizzazione e alla sua consapevole fruizione.